Come Scrivere un Curriculum Vitae efficace: 5 consigli da seguire| flowe

5 consigli per scrivere un curriculum vitae efficace

21 gennaio 2022

di Alice De Luca

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Anche il mondo del lavoro si fa sempre più digitale grazie alle reti create con appositi social network e ai portali online per la ricerca di un impiego. Nonostante questo, il principale strumento di presentazione per ogni tipo di candidatura, virtuale o meno che sia, resta il curriculum. Si tratta infatti del proprio biglietto da visita, una presentazione che deve saper comunicare quello che si è in modo immediato ma allo stesso tempo convincente. Chiaramente l’efficacia di questo strumento dipende anche dall’abilità con cui lo si compila, cosa che non sempre si fa nel migliore dei modi. Spesso, infatti, la stesura del curriculum è in un momento a cui arriviamo impreparati e che si trasforma facilmente in una fonte di perplessità e dubbi. 

Ecco allora 5 consigli per scrivere un curriculum efficace e trovare lavoro con più facilità.

Come fare un curriculum semplice ed efficace

1. Conosci te stesso 

Lo hanno detto per primi gli antichi, che per non dimenticarlo mai l’avevano inciso a grandi lettere sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. Sembra scontato, ma non potrebbe esserci suggerimento meno banale. Come per tanti altri argomenti, anche per descriverci dobbiamo prima conoscerci, cosa che spesso trascuriamo convinti sia inutile, quando invece riflettiamo su noi stessi molto meno di quanto dovremmo. Un’operazione che può aiutare è quella che ultimamente, con un nome molto di moda, viene definita “personal branding”. Questa consiste nel trovare un insieme o una combinazione di caratteristiche che ci contraddistinguono rispetto agli altri, i punti di forza, i valori, le tappe del nostro percorso che riteniamo essere fondative. Tutto questo deve costruire un’immagine di noi che sia il più possibile completa ma allo stesso tempo semplice e quindi comunicabile. Il segreto sta quindi nell’individuare questi snodi fondamentali e valorizzarli, lasciando sullo sfondo i dati superflui. Informazioni di questo tipo potranno essere inserite in una lettera di presentazione o in una sezione apposita del curriculum, che si potrà intitolare “Profilo”. Si tratta di un trafiletto iniziale, posto prima dell’istruzione e delle esperienze lavorative, in cui possiamo riassumere in modo coinciso e concreto cosa abbiamo studiato, quali sono le nostre competenze e cosa cerchiamo in ambito professionale. Questa presentazione sarà utile a farci conoscere bene e velocemente da parte del selezionatore. 

Se vuoi iniziare a lavorare sul tuo personal brand, ti consiglio il corso Diventa un brand” di Luigi Nigro e Steven Lo Presti.

2. Ordine e disciplina 

Alla base di un buon curriculum deve esserci una disposizione corretta e ordinata delle informazioni. La maggior parte dei recruiter consiglia di cercare di condensarle tutte in un unico foglio, in modo che con un solo sguardo si possa leggere tutta la carriera del candidato. Un altro suggerimento frequente è quello di disporre le informazioni su due colonne. Quella di sinistra, più ristretta, conterrà i dati più sintetici e basilari, come le informazioni personali, i contatti, il profilo, le competenze linguistiche e informatiche, i corsi svolti ed eventualmente gli hobbies. Nella colonna di destra, invece, compariranno le esperienze lavorative, i titoli di studio e le esperienze all’estero. L’ordine delle sezioni dipenderà dallo stato di avanzamento della carriera. Se gli impieghi non sono stati molti o non particolarmente rilevanti, come nel caso di neolaureati o neodiplomati, sarà meglio farli precedere dalle informazioni sull’istruzione, che potranno essere più dettagliate. Se invece si lavora già da diversi anni, sarà l’esperienza professionale a dover essere posizionata in cima. Bisogna inoltre ricordare che nelle diverse sezioni del curriculum le esperienze più recenti vanno messe per prime, seguite da quelle più vecchie. 

3. L’abito non fa il monaco…ma la grafica fa il curriculum 

Anche l’occhio vuole la sua parte, sarebbe ipocrita negarlo. Se non altro perché un curriculum ben fatto facilita e invoglia la lettura molto più di uno poco leggibile ed esteticamente disordinato. A meno che la candidatura non richieda espressamente un formato di curriculum standard come europass o almalaurea, il consiglio è quello di affidarsi a siti come Canva, che mettono a disposizione decine di modelli tra cui scegliere, pronti da personalizzare. I colori più graditi sono quelli che facilitano la lettura, quindi che assicurano un sufficiente contrasto ma senza affaticare l’occhio con toni troppo accesi. Solitamente i modelli con colori tenui sono perfetti. È importante anche curare la formattazione del testo, in modo che non sia eccessivamente piccolo, sproporzionato o disomogeneo. Ci sono poi una serie di font che sono più leggibili e appropriati: Arial, Calibri, Verdana, Tahoma, Garamond, Avenir, Gill Sans. Per mettere in evidenza le esperienze e le informazioni più importanti possiamo anche sfruttare i grassetti e i colori, ma sempre avendo cura di utilizzarli in modo coerente senza creare confusione. Infine, occhio anche alla foto: meglio evitare quella con la corona di alloro e scegliere invece uno scatto professionale e con sfondo neutro.

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4. Adattare il cv al ruolo per cui ci si candida 

Nonostante sia una pratica diffusa, la candidatura non è efficace se inviata come se fosse una spam. Meglio evitare di mandare il proprio curriculum in modo seriale a tutte le aziende che offrono lavoro e dedicare invece del tempo alla cura della propria presentazione per quelle proposte di impiego che sembrano corrispondere meglio ai nostri bisogni e competenze. Ne deriva che il cv dovrà subire continue modifiche, modellandosi (nel limite del possibile) sulla base delle caratteristiche richieste dall’offerta di lavoro per cui ci si candida. Non si tratta chiaramente di mentire o di cercare in tutti i modi di adeguarci ad un profilo che non ci rispecchia. Si tratta di mettere in evidenza determinate competenze che abbiamo piuttosto che altre, quelle che più si adattano al ruolo per il quale si vorrebbe essere assunti. A questo scopo, per rendere ancora più mirata ed efficace la propria candidatura, la si potrà accompagnare con una breve lettera di presentazione da inserire direttamente nel corpo dell’e-mail. Qualche riga sarà sufficiente, quanto basta per presentarsi e dimostrarsi interessati e informati sull’offerta di lavoro per cui ci stiamo proponendo. 

5. Errori da evitare 

Innanzitutto le astrazioni, soprattutto nella sezione “soft skills”: “teamworking”, “ambizione” e “problem solving” sono grandi banalità che non aggiungono nulla al proprio profilo. Meglio lasciare da parte questi elenchi e concentrarsi su aspetti concreti: cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo intenzione di fare, numeri e risultati. Saranno le nostre esperienze e le nostre ambizioni a parlare per noi. Evitare, dove possibile, l’utilizzo del modello di cv europass, che secondo molti recruiter porta alla compilazione con informazioni poco utili e risulta difficile da leggere. Evitare anche di lasciare buchi temporali nel percorso professionale o negli anni dell’istruzione. È meglio indicare lavoretti, opere di volontariato, corsi che si sono fatti durante questi momenti. Se per esempio c’è stato un cambio di percorso di studio che ha portato a perdere degli anni, o se si è deciso di abbandonare l’università, conviene comunque riportare gli studi svolti, anche se incompleti, scrivendo, nel caso, il numero di esami sostenuti. 

Infine non è sempre utile inserire le certificazioni linguistiche, per le quali spesso basta un’autovalutazione il più possibile onesta. Questo vale anche per l’ECDL e per i corsi di sicurezza obbligatori.

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