Cos’è il Mindset e perché è importante per il Successo - flowe
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Il mindset: cos’è e perché è importante per raggiungere il successo

3 settembre, 2021

di Chiara Poli

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Fallimento e successo scandiscono gli alti e bassi della vita di tutti, ma alcuni di noi evitano in tutti i modi il primo per raggiungere il secondo, mentre altri credono che fallire sia utile e fondamentale per avere successo. “Se fallisci gli altri penseranno che tu non sia abbastanza intelligente o non all’altezza della situazione, per cui niente rischi, niente danni. Meglio stare nella propria comfort zone ed evitare di mostrare inadeguatezza. D’altronde il talento o ce l’hai oppure è inutile perderci troppo tempo”. Ti senti d’accordo con queste affermazioni?

Quando facevo i compiti di matematica per la scuola, credevo che l’esercizio mi dovesse venir bene subito, altrimenti voleva dire che non ero portata o comunque lo ero meno di chi riusciva a risolverlo senza troppo studio o impegno. Se il compito era più sfidante del previsto e non riuscivo a raggiungere la soluzione in pochi minuti, a volte lasciavo perdere perché non credevo che impegnandomi avrei migliorato le mie capacità in quella materia.

Cos’è il Mindset?

Probabilmente per la psicologa Carol Dweck la mia sarebbe stata la dimostrazione di un mindset o forma mentis statica (fixed mindset). Cosa vuol dire? Significa che l’idea che il rischio e l’impegno non fossero per me utili dipendeva fortemente dalla mia forma mentis, ovvero dall’atteggiamento mentale che avevo di fronte alla realtà. Dopo qualche anno, ho imparato che esiste anche un altro atteggiamento mentale, in cui le capacità sono qualcosa di mutevole, che può essere sviluppato attraverso l’impegno e l’apprendimento. In questa prospettiva, il successo non significa mostrare di essere intelligenti o talentuosi, ma sforzarsi per imparare qualcosa di nuovo, ovvero crescere rispetto a ciò che si è ora. Questa forma mentis viene chiamata mindset dinamico, o growth mindset.

Growth e Fixed mindset: caratteristiche a confronto

Tutti noi nasciamo con la propensione ad apprendere cose nuove. Da piccoli imparavamo ogni giorno qualcosa di nuovo, senza pensare “forse è troppo difficile” o “non ne vale la pena” e soprattutto senza la paura di sbagliare. Cosa è cambiato allora? Quando impariamo a valutare e dare un giudizio a noi stessi, iniziamo a temere le sfide. In un famoso esperimento della psicologa Dweck, di fronte alla possibilità di rifare un problema facile o affrontarne uno nuovo più difficile, alcuni bambini sceglievano senza titubare quello più semplice, per essere sicuri di riuscire, mentre altri morivano dalla voglia di mettersi alla prova e imparare qualcosa di nuovo. I primi avevano una forma mentis più statica mentre i secondi dinamica.  

1. Fixed mindset: in questa mentalità, le abilità e l’intelligenza sono qualcosa di statico, poco modificabile e quindi impegno e sforzo non vengono visti come un mezzo per migliorarsi, ma come un rischio di mostrare la propria inadeguatezza. Se ci si impegna troppo vuol dire che non si ha abbastanza talento o capacità per raggiungere l’obiettivo. In questa prospettiva, fuggiamo gli ostacoli e rinunciamo facilmente quando non vi è la sicurezza di avere successo.  

2. Growth mindset: le nostre capacità così come l’intelligenza sono modificabili e possiamo imparare sempre qualcosa di nuovo, accettando le sfide e studiando i nostri errori. Sforzo e impegno non sono propri solo di chi non ha talento, ma sono elementi fondamentali per avere successo.   Non è detto che una persona adotti sempre una modalità o l’altra, ma a seconda dell’area di riferimento, ne può emergere una dominante. 

Lavorare sul Mindset per raggiungere il successo

Decidere il nostro grado di successo dal momento zero, ovvero decidere di nascere in condizioni fisiche o sociali più favorevoli, è impossibile, ma possiamo controllare il livello di successo da quel punto di partenza in poi. Il mindset che adottiamo è uno dei fattori che ci può avvicinare o allontanare dal successo. In una mentalità statica, il successo equivale all’obiettivo ed è considerato una vera e propria prova di superiorità, mentre in quella dinamica è legato a fare del nostro meglio, a imparare e migliorarsi. In altre parole, il successo non è l’obiettivo ma è la conseguenza di questo processo. 

Sport e Mindset

Prima di tutto, ci dice la dottoressa Dweck, è importante farsi carico del successo. Gli sportivi con mindset dinamico, si fanno carico dei processi che portano al successo e sono in grado di mantenerlo. Michael Jordan è riuscito a mantenere le sue capacità nonostante l’età perché, nel momento in cui ha iniziato a perdere resistenza e forza, si è messo a lavorare ancora più duramente concludendo la sua carriera non solo come talento indiscusso delle schiacciate, ma come il giocatore più completo di sempre. Chi ha una mentalità dinamica, infatti, non ritiene che solo chi ha talento avrà successo, ma piuttosto attribuisce al successo il significato di sforzarsi. 

Organizzazioni e Mindset

Anche nel mondo lavorativo, il mindset è un elemento centrale. Una ricerca del 2001 di Jim Collins ha cercato di capire perché alcune aziende siano riuscite a trasformarsi in grandi aziende e altre no. Uno dei fattori fondamentali era la figura del leader. I leader in questione erano persone con un mindset dinamico, che ponevano sempre domande, con la capacità di guardare in faccia i propri punti deboli continuando a credere nella riuscita finale. Non erano quindi persone che cercavano di dimostrare di essere i migliori, ma che lavoravano nella ricerca costante di miglioramento, affrontando i propri errori e mancanze. 

Scuola e Mindset

Così come nello sport e nel lavoro, il mindset ha un ruolo centrale anche nella scuola. Le ricerche in ambito scolastico della dottoressa Dweck confermano che insegnare ai ragazzi un mindset dinamico, li porterà ad avere migliori risultati a scuola. Anche dentro le mura di casa, il modo in cui vengono restituiti i feedback può fare la differenza. Infatti, gli studi sul mindset mostrano che elogiare troppo le capacità degli studenti può spingerli ad assumere una forma mentis statica, rifiutando ad esempio un compito sfidante dal quale avrebbero potuto imparare, per paura di mettere in dubbio quel talento prima riconosciuto. Dall’altro lato, restituire commenti positivi focalizzati sugli sforzi e sull’impegno, porterà gli studenti ad una forma mentis più dinamica, aperta alle sfide e non scoraggiata di fronte ad un fallimento. 

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Come cambiare la forma mentis?

Se pensi di avere una forma mentis statica, il primo passo per modificarla secondo l’esperta di mindset Carol Dweck, è accettarla. In secondo luogo, diventa importante studiarla, ovvero avere consapevolezza dei meccanismi che l’attivano e in che ambiti della tua vita prevale. Dopodiché, si può iniziare a istruirsi verso un mindset dinamico, mettendo in dubbio le proprie credenze statiche sulle proprie capacità e provando a concentrarsi sulle possibilità di miglioramento e di crescita. Una leva importante è iniziare a focalizzarsi di più sul percorso rispetto ai risultati. Nel mindset dinamico vi è la tendenza al miglioramento continuo, senza aver paura di sbagliare, ma anzi considerando lo sbaglio come opportunità di apprendimento. L’errore infatti è uno step fondamentale per il successo.  

Nel mindset statico tendiamo ad interpretare gli eventi della vita dando giudizi su noi stessi o sugli altri. Possiamo invece iniziare a pensare: che cosa posso imparare da questo avvenimento? Come posso migliorare? Invece di aver paura di non essere bravi o di non risultare all’altezza, possiamo invece considerare che non è importante essere perfetti, ma è iniziare il percorso che conta, mettendo ogni giorno un nuovo tassello. Le persone con una mentalità statica spesso trasformano un fallimento da azione (ho fallito) a identità (sono un fallito). Tuttavia, se proviamo ad allontanarci da questi giudizi, capiamo che fallimento ed errori sono una precondizione del successo, per cui possiamo continuare a credere nelle nostre capacità e sussurrare a noi stessi semplicemente “not yet”, non ancora.  

Delusioni, fallimenti così come successi e momenti felici fanno parte della vita di tutti, ma quello che veramente conta secondo Martin Seligman, psicologo fondatore della Psicologia Positiva, è come noi spieghiamo tali eventi. Quante volte mi è capitato di raggiungere un traguardo e pensare “ce l’ho fatta solo per fortuna” invece di dire a me stessa “è merito tuo e delle tue capacità” e quante volte di fronte ad una sfida ci è venuta voglia di lasciar perdere pensando di non essere all’altezza e per evitare una delusione?

Per imparare a guardare ai fallimenti ed errori come opportunità, non posso che consigliarti la serie Scuola di Fallimento di Francesca Corrado e la storia Tre amici e un sogno, la quale racconta gli sforzi e il duro percorso di tre amici e della loro start up. Trovi le due serie nella sezione Focus dell’app Flowe

Fonti
Dweck, C. S. (2013). Mindset: cambiare forma mentis per raggiungere il successo. FrancoAngeli. – Developing a Growth mindset with Carol Dweck. Available at: https://www.youtube.com/watch?v=hiiEeMN7vbQ – Jim Collins. (2001). Good to Great: Why Some Companies Make the Leap…and Others Don’t. Harper-Collins, New York. – Kamins, M. L., & Dweck, C. S. (1999). Person versus process praise and criticism: implications for contingent self-worth and coping. Developmental psychology, 35(3), 835. – Mueller, C. M., & Dweck, C. S. (1998). Praise for intelligence can undermine children’s motivation and performance. Journal of personality and social psychology, 75(1), 33.

 

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