Senzaquadro: trasformare i rifiuti in opere d’arte | flowe

Senzaquadro: trasformare i rifiuti in opere d’arte

15 febbraio, 2022

di Asia De Palma

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L’arte del riuso come valore aggiunto

La semplicità nelle piccole cose ha sempre portato in vita grandi progetti. Quando questi progetti sono anche sostenibili, il significato è ancora più d’impatto. Così, alcuni artisti hanno fatto del riciclo la loro arte, dando una seconda vita agli scarti. Il loro recupero, la loro conservazione, la loro lavorazione e, infine, la loro trasformazione ha permesso la creazione di molteplici opere d’arte elaborate anche da artisti di fama internazionale. Esempio lampante e fonte di ispirazione per molti è Alberto Burri, noto per l’utilizzo di elementi di scarto nelle sue tele, come sacchi di iuta, ferro, legno, plastica, catrame e sabbia. La carriera come medico e la prigionia durante la guerra in Tunisia, ha portato Burri a esprimere la sua vocazione come artista, implementando nelle sue opere materiali che erano a stretto contatto anche con la sua professione sanitaria, esplorando così una nuova idea di arte basata sul riutilizzo di materiali di scarto.

“Io sono tutte le esperienze che vivo con gli altri, in luoghi dove risuona l’arte e la bellezza”

Questo è il pensiero di Celeste che caratterizza il progetto Senzaquadro – cornici che parlano espresso nel suo mondo artistico. La necessità di comunicare fin da piccola tramite l’arte l’ha portata a elaborare questa attività come approccio terapeutico per affrontare la vita. Di fronte a una tela bianca non aveva né timore né blocchi, anzi, era uno stimolo per poter arricchire il suo portfolio esperienziale. Artista multidisciplinare, che ha l’obiettivo di comunicare con forme artistiche in bilico tra il mondo del design e quello della sostenibilità, eleva, in questo progetto, i materiali di rifiuto, inscindibili dalla cornice stessa, che inglobano il vero protagonista dell’opera: un messaggio.

Il progetto Senzaquadro

Questa idea nasce durante il lockdown con l’impossibilità di acquistare tele a causa di una mancata disponibilità. In questo modo, ha intuito come i rifiuti possono diventare la base per ricreare una tela. Inizialmente il progetto era incentrato su un lavoro di ricerca del materiale (per lo più prodotti di packaging food & delivery), per capire quale forma e tipologia di scarto fosse la più idonea per iniziare i tagli, le pressature, gli spessori e le rifiniture di un modello di cornice, unica e numerata, quale punto di riconoscimento. Il percorso continua con l’utilizzo di giornali già letti e fogli non più utili per donare forma alla cornice, che ingloba due elementi essenziali: il colore e le parole. Fulcro dell’opera, sono la rappresentazione diretta di tutte le emozioni che fanno parte dello stato d’animo di Celeste e, al tempo stesso, vi è la volontà di far emozionare anche colui che ammira l’opera, mostrando nell’imperfezione dei singoli elementi la loro intera bellezza in un unico grande significato. L’opera, oltre a donare un forte messaggio, unico in ogni tela, rappresenta anche un vero e proprio prodotto di design.

Le diverse linee

Il progetto settoriale presenta diverse linee: Colore, Manifesto, Kintsugi ed Elementi.
Il Colore, protagonista della prima linea e stato dell’anima, presenta per ogni opera specifiche caratteristiche, a tinta unita, venature e materia. In alcune ci possono essere delle sfumature e si possono intravedere scritte o disegni di fogli passati con dettagli in rilievo. La presenza di messaggi caratterizzati da parole, frasi e dizionari rivisitati con definizioni personali, non manca mai.

La linea Manifesto, definita come la più libera dal punto di vista pittorico, presenta pennellate che non prevedono una frase specifica, accerchiata da diversi colori che si uniscono tra di loro con sfumature inizialmente leggere che si concludono con pennellate più spesse.
Kintsugi, simbolo della resilienza nonostante il disagio e le difficoltà che temprano chi le sperimenta. Possiamo definire questa linea molto spirituale, che attraverso l’arte e la coesione di pezzi di colori diversi riesce a definire un nuovo io interiore. Nome dato come ispirazione all’antica arte giapponese di riparare le ceramiche rotte con una colatura di oro, è la linea più elaborata per la decorazione.
Ultima, ma non meno importante, è la linea Elementi, che presenta materiali di riciclo anche sulla superficie visibile: lettere gonfiabili usate per feste di compleanno o dettagli di decoupage con vecchie riviste scientifiche. Unica linea che presenta edizioni limitate. Gli elementi, che diventano i veri protagonisti della cornice, sono pezzi che non ammettono molte repliche.

Definire un nuovo approccio

La lavorazione e la conservazione degli scarti non è l’unica soluzione per poter estinguere finalmente il problema dei rifiuti. Infatti, un recente studio intrapreso dalla Banca Mondiale dal titolo “What a Waste 2.0 A Global Snapshot of Solid Waste Management to 2050”, ha scoperto che in tutto il mondo ci saranno oltre un miliardo di tonnellate di rifiuti urbani in più in un arco temporale inferiore ai trent’anni, per effetto anche della crescita demografica. Tuttavia, possiamo ben sperare che questo sia l’inizio di un nuovo approccio, che porterà sicuramente il susseguirsi di nuovi modi per controllare questa enorme quantità di rifiuti e soprattutto trasferirne la buona condotta alla società. Per scoprire tutte le novità e vedere nel dettaglio le opere di Celeste, a questo link Senzaquadro – cornici che parlanoLe opere sono, invece, disponibili presso il negozio BigApple Design a Milano in Piazza Mentana, Piazza Guglielmo Massaia, 3.
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