Giornata Internazionale della riduzione del rischio di disastri naturali | flowe

5 modi per ridurre il rischio di disastri naturali

13 ottobre, 2021

di Chiara Poli

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Giornata Internazionale della riduzione del rischio di disastri naturali

Il 13 ottobre si celebra la Giornata Internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali, una giornata volta a ridurre eventi climatici estremi, la perdita di biodiversità e di vite umane, aumentando la consapevolezza dei rischi associati.

Qual è la storia della Giornata Internazionale della riduzione del rischio di disastri naturali?

La prima International Day for Disaster Risk Reduction nasce nel 1989 dalla volontà dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di dedicare un giorno alla riduzione dei disastri ambientali e per accrescere la consapevolezza dei rischi associati. Dal 2009, ogni 13 ottobre, si celebrano le comunità che in tutto il mondo si impegnano per ridurre l’esposizione ai disastri ambientali e migliorare la condizione del nostro Pianeta. Il 2021 è un anno fondamentale, perché senza una reale azione nei prossimi dieci anni, eventi climatici estremi e disastri aumenteranno.

Perché celebrare questa giornata?

Il Global Risks report del 2020 considera come rischi globali più alti quelli legati all’ambiente, tra cui eventi meteorologici estremi, gravi catastrofi come inondazioni, la perdita di biodiversità e non da ultimi i disastri ambientali causati dall’uomo. L’intervento dell’uomo e i cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la biodiversità così come le comunità locali. In Italia, ad esempio, troviamo circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali presenti in Europa. Questo livello di biodiversità è dovuto alla presenza di habitat molto diversi fra loro che permettono la crescita di una fauna che supera le 58.000 specie. Il quadro attuale risulta però preoccupante: oltre a perdere questa preziosa diversità, i disastri ambientali degli ultimi anni dovuti a eventi climatici estremi hanno distrutto comunità e territori. A risentire di questi eventi in tutto il mondo è anche l’economia: si stima che le perdite economiche dovute a tali disastri ammontino a 77 miliardi di dollari solo nella prima metà del 2021, di cui 3 miliardi sono dovuti a episodi causati dall’uomo. I cambiamenti climatici alla base di questi disastri sono legati principalmente dall’aumento dei gas serra in atmosfera a sua volta dovuto a: 

– Utilizzo di petrolio o gas metano
– Coltivazioni e allevamenti che richiedono la distruzione di foreste
– Accumulo di rifiuti nelle discariche. 

Per questi motivi, oltre a smuovere l’impegno politico internazionale, questa giornata è uno strumento per accrescere la consapevolezza dei rischi e delle condizioni climatiche attuali, in modo da sviluppare una cultura più attenta a questi temi e pronta a partecipare attivamente per la difesa dell’ecosistema e il progresso sociale.

Cosa possiamo fare attivamente?

Molte volte, nonostante ci si senta toccati emotivamente dalla perdita di vite umane e animali a seguito di disastri ambientali, non si riesce a tramutare questi sentimenti in azione, perché non si sa effettivamente come poter dare una mano. In realtà esistono piccoli accorgimenti e gesti alla portata di tutti, che insieme possono fare la differenza:

1. Riduci i rifiuti ed evita la plastica: cerca di ridurre la produzione di rifiuti e in particolare di imballaggi e plastica, riciclandoli quanto più possibile. La plastica può diventare purtroppo veleno per gli animali, specialmente per cetacei, tartarughe marine ed uccelli, che possono rimanere intrappolati o ingerire rifiuti scambiandoli per cibo. 

2. Preserva l’habitat: quando inviti un ospite ti aspetti che porti rispetto per la tua casa. Ecco, la natura si aspetta lo stesso da te. Se fai una gita o un viaggio, evita di disperdere la tua spazzatura nell’ambiente, perché essendo altamente infiammabile, insieme a mozziconi e fiammiferi, potrebbe creare incendi. Evita anche di utilizzare prodotti chimici/cosmetici che possono danneggiare il terreno e le acque e quindi anche gli animali che ci vivono. 

3. Pianta alberi. I cambiamenti climatici, la deforestazione e gli incendi stanno mettendo a dura prova sia le foreste sia gli animali che le abitano. In Italia così come in tutto il mondo, le foreste sono diventate aree più limitate rispetto al passato e in cui molte specie animali sono scomparse. Diverse piantagioni oggi vivono dell’impegno di NGOs, associazioni o realtà come Flowe che sentono il dovere di fare qualcosa. Piantare piante native, ovvero proteggere l’ecosistema originario del luogo, è importante per permettere a tutte le specie che lo abitano di vivere in salute. Se ti stai chiedendo: ma io come lo pianto un albero? Sappi che Flowe, in collaborazione con zeroCO2, ti dedica un albero nelle foreste del Guatemala, con il semplice acquisto della Flowe Card in app (scopri di più). Oltre a contribuire alla riforestazione di questi luoghi, potrai seguire la crescita del tuo albero e conoscere le sue caratteristiche. 

4. Risparmia energia: limita se possibile riscaldamento, condizionamento e illuminazione. A volte non ci pensiamo, ma anche quando lasciamo i nostri dispositivi in stand-by o attaccati alla corrente, stiamo sprecando energia preziosa. 

5. Fai una donazione: se ne hai la possibilità, puoi fare una donazione alle associazioni di ricerca e realtà che si prendono cura dell’ambiente e della biodiversità. Spesso queste organizzazioni non dispongono di fondi a sufficienza per portare avanti le loro iniziative e per questo il tuo contributo fa davvero la differenza. Con l’app Flowe puoi fare subito una donazione per proteggere le tartarughe marine all’associazione di volontariato Plastic Free, punto di riferimento italiano sul tema della plastica, o a Tethys ONLUS, organizzazione di ricerca dedicata alla conservazione dell’ambiente marino del Mediterraneo e dei suoi mammiferi a rischio. Balene, delfini, foche monache e tartarughe marine che vivono in queste acque, sono molto importanti perché, come spiega la biologa marina Marina Costa, aiutano a compensare le emissioni di CO2 grazie al loro immergersi ed emergere dentro e fuori dall’acqua: scendono in profondità e quando tornano a galla portano in superficie il fitoplancton, sostanza indispensabile per l’assorbimento dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

Fonti

 www.legambiente.it – www.naturewatch.org –The Global Risks Report 2020 – Start Magazine (12 agosto 2021). Quanto costano i disastri ambientali. Report Swiss Re.

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