Cos’è l’Economia Circolare e perché è importante per le imprese | flowe

Economia circolare, un nuovo modo di fare impresa

7 ottobre 2021

di Edoardo Taini

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L’eccessivo spreco e accumulo di rifiuti difficilmente smaltibili e riutilizzabili sta portando, negli ultimi anni, a sviluppare sempre di più il concetto di “Economia Circolare”. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation (dal nome della sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur) l’economia circolare «è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Si tratta dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro»

Economia zero rifiuti

Si parla a tutti gli effetti di un’economia a zero rifiuti quando qualsiasi prodotto viene consumato e smaltito senza lasciare traccia. Alla base di questo concetto vi è l’importanza che rivestono le energie rinnovabili e la versatilità degli oggetti che possono e devono essere utilizzati in vari contesti per poter allungare il più possibile il loro ciclo di vita. Il pensiero alla base dell’economia circolare è di tipo sistemico, in quanto non si esaurisce nella progettazione di prodotti destinati a un unico scopo. Da notare come la commissione Europea ha approvato un pacchetto di norme sulla circular economy che obbligherà i paesi membri a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio, imponendo il divieto di gettare in discarica quelli biodegradabili e riciclabili. Norme che dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2030.

I vantaggi dell’economia circolare

Interessante è il rapporto “No time to waste” pubblicato da Bank of America Merrill Lynch in cui si afferma che la produzione complessiva di rifiuti nel mondo ammonta ogni anno a circa 11 miliardi di tonnellate, di cui il 75% viene destinato a discariche o a inceneritore, mentre solo il 25% è riciclato o riutilizzato. Basandosi sui dati di quest’ultimo studio pare evidente come l’adozione di sistemi di gestione e riutilizzo degli scarti deve diventare fondamentale per salvaguardare il nostro pianeta e tutti gli aspetti che riguardano i cambiamenti climatici. Utilizzando misure come la prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, le imprese europee non solo risparmierebbero ma, allo stesso tempo, ridurrebbero le emissioni totali annue di gas serra. Al momento la produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di CO2.

Esempi di economia circolare: il caso Alisea

La circular economy è la vision e la mission di Alisea, azienda di design fondata nel 1994 da Susanna Martucci. Alisea ha acquisito fin da metà degli anni 90 la consapevolezza dell’enorme spreco di materiali all’interno delle aziende produttive del nostro territorio. Decide così che la sua avventura di imprenditrice, di prima generazione, sarà quella di recuperare gli scarti inevitabili di produzione dei suoi clienti potenziali per trasformarli in oggetti di design unici e di uso quotidiano per gli stessi o altri clienti, coniando il termine Oggetti Comunicanti. Gli oggetti così realizzati hanno il fine dichiarato di raccontare la storia dei materiali con cui sono stati prodotti e da chi sono stati prodotti. 

Per Susanna lo scarto è considerato tale perché nessuno è ancora riuscito a trovare il sistema per poterlo riutilizzare. Il team Alisea ha così imparato negli anni a ragionare in modo creativo e non ordinario guardando i materiali di scarto da un diverso punto di vista, li re-immagina realizzando oggetti smart ed efficaci dalla forte comunicazione valoriale. Come, ad esempio, una semplicissima penna realizzata nel 2006 seguendo la filiera dei fanali delle macchine portate alla rottamazione che riportava la scritta: “ero il fanale di una macchina”. 

È progettando il riciclo che Alisea ha quindi trovato la sua personalissima collocazione nel mercato, divenendo l’unico operatore che fa del riuso e del riciclo la sua esclusiva ed unica identità d’impresa da più di 25 anni. 

I materiali utilizzati per la produzione degli oggetti realizzati dall’azienda sono trattati con processi di trasformazione, che garantiscono standard qualitativi praticamente identici alla materia vergine corrispondente. Sono idee che prendono forma nello spazio trasformandosi in oggetti che utilizzano i più diversi materiali di recupero o di riciclo, derivanti da raccolta post lavorazione, raccolta differenziata o dagli scarti di lavorazione industriale forniti dagli stessi clienti. Nel 2013 inizia l’impegno dell’azienda in R&D e la creazione di materiali innovativi che porta Alisea a depositare i primi due brevetti internazionali di prodotto e processo produttivo entrambi derivati dalla scoperta di un’enorme quantità di scarto legato alla produzione industriale degli elettrodi: la polvere di grafite un materiale prezioso che finisce in discarica seppellito sotto terra. Nasce la consapevolezza che l’unica strada per un futuro dell’economia circolare passa attraverso l’innovazione dei materiali e dei processi produttivi.

La filiera di produzione di Alisea vuole essere elemento propulsivo che mette in contatto chi ha materiali che non sa come utilizzare con chi ha idee su come utilizzarli, per contribuire allo sviluppo di un mondo dove niente vada sprecato. L’economia circolare si basa, quindi, su un approccio integrato che tiene in considerazione l’intero ciclo di un prodotto, dalla ideazione, progettazione, produzione, distribuzione fino alla sua fase di utilizzo (per definizione un prodotto per essere sostenibile deve essere durevole nel tempo) e di riciclo. Per far sì che prodotti e materiali rimangano all’interno di questo circuito è necessario un autentico e drastico cambio di mentalità da parte di tutti gli attori coinvolti ed imparare a guardare le aziende produttive come esse stesse parte integrante dell’ambiente in cui operano.

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Fonti

https://www.sfridoo.com/economia-circolare/

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