Rivoluzione Metaverso: la tecnologie che trasformerà le nostre vite | flowe

Rivoluzione Metaverso: come questa tecnologia trasformerà le nostre vite

20 aprile, 2022

di Luca Discacciati

Luca Discacciati è un investitore e trader italiano. Appassionato di mercati finanziari sin dall’età di quattordici anni, Luca è esperto di Mega Trend e analisi fondamentale dei titoli quotati in Borsa. Autore del libro “L’arte di vincere in Borsa” è co-fondatore del portale Investire.biz. Dal 2022 è ambassador di Flowe, società con la quale condivide i principi di sostenibilità.

rivoluzione-metaverso
rivoluzione-metaverso

Il termine Metaverso è finito sotto i riflettori dopo che l’azienda Facebook ha comunicato di aver cambiato nome in Meta. La società di Mark Zuckerberg ha così rivelato i suoi piani di investimento in questa tecnologia, che secondo molti esperti genererà opportunità di business dal valore di miliardi di dollari. 

Secondo gli analisti di Bloomberg Matthew Kanterman e Nathan Naidu, l’industria del Metaverso potrebbe valere fino a 800 miliardi di dollari e rappresenterebbe la prossima grande opportunità tecnologica. Il Metaverso sarà la piattaforma dove convergeranno produttori di giochi online, social network e gli altri leader tecnologici: la prossima evoluzione di Internet.

proiezioni-valore-metaverso

Metaverso: come i vari settori si divideranno la torta da 800 miliardi di dollari. Fonte: Bloomberg

Da dove nasce il termine Metaverso e cosa significa

Il primo a coniare il termine Metaverso  fu l’autore Neal Stephenson nel suo romanzo di fantascienza del 1992 “Snow Crash”, in cui immaginava avatar realistici che si incontravano in edifici 3D e altri ambienti di realtà virtuale. In greco la parola “Meta” significa “oltre” e “verso” significa “universo”, un mondo online dove le persone possono fare tutto quello che fanno nella vita reale, ma senza limiti di spazio

Grazie ad un visore per la realtà virtuale sarà possibile fare una riunione con persone che fisicamente si trovano dall’altra parte del globo, senza spostarsi da casa. A parlare di Metaverso fu anche Steven Spielberg nel film Ready Player One del 2018. Nel 2045, gli abitanti di un pianeta sempre più inquinato hanno trovato la salvezza in OASIS, un universo parallelo virtuale (un Metaverso, appunto) creato da un eccentrico programmatore interpretato da Mark Rylance. Alla sua morte, l’immensa fortuna acculata grazie ai profitti di OASIS verrà ereditata dal primo giocatore che sarà in grado di scovare un particolare Ester Egg all’interno del Metaverso. Questo dà il via ad una gara che coinvolgerà tutto il Pianeta.

ready-player-one-locandina

La locandina di Ready Player One del 2018, diretto da Steven Spielberg. Fonte: Reddit

Siamo già entrati nel Metaverso

Per quanto possa sembrare una possibilità remota, la verità è che il metaverso esiste già. Giochi online come Fortnite e Roblox sono dei veri e propri metaversi, dove giovani di tutto il mondo giocano tra di loro, partecipano a concerti e interagiscono. Come già oggi non fa scalpore sapere che una coppia di fidanzati si è conosciuta tramite una app di incontri, probabilmente tra una decina d’anni sarà normale frequentare qualcuno nel Metaverso. La nostra crush potrebbe essere una persona che, magari, non abbiamo mai visto nel mondo reale perché vive a migliaia di chilometri di distanza. 

E chissà se, sempre tra qualche anno, sarà ancora importante distinguere il sesso della persona che frequenteremo nel Metaverso, visto che tutti useremo degli avatar e di conseguenza potremo essere chiunque vogliamo, senza distinzione di genere. Un bell’esempio di questa possibilità ci viene dato dal videoclip della canzone Let’s Love di David Guetta, dove nel Metaverso un ragazzo si innamora di una ragazza che però nel mondo reale è un ragazzo.

È difficile sapere oggi come la società cambierà per colpa (o per merito) del Metaverso. Quello che sappiamo è che questa nuova tecnologia rappresenta una grande opportunità di business per le aziende di tutto il mondo.

Quali sono le opportunità che il Metaverso porta con sé?

I primi a beneficiare delle opportunità del Metaverso sono stati cantanti di fama mondiale. Il primo artista a tenere un concerto nel Metaverso è stato Marshmello nel 2019. L’evento, ospitato da Fortnite, è stato seguito in diretta da oltre 11 milioni di persone. Record che è stato superato da Travis Scott nel 2020, con 12,3 milioni di partecipanti al suo concerto, sempre ospitato da Fortnite, che gli ha fruttato 20 milioni di dollari, inclusi i proventi ricavati dalla vendita di merchandise

È proprio per la voce “merchandise” che dobbiamo aprire una speciale parentesi, in quanto dobbiamo dimenticare le magliette e i cappellini che eravamo abituati a vedere sulle bancarelle, appena fuori dal concerto del nostro artista preferito. Al concerto di Travis Scott (e di tutti gli altri artisti che hanno performato nel Metaverso) era possibile acquistare delle “skin”, ovvero dei speciali “outfit” a tema, oltre che degli speciali passi di danza che il nostro avatar avrebbe potuto sfoggiare durante il concerto stesso.

Metaverso e mondo del lavoro: una rivoluzione in corso

Il mondo dell’intrattenimento non sarà il solo a sfruttare le opportunità di business offerte dal Metaverso. Da tempo le principali compagnie tecnologiche del mondo vedono nei visori l’occasione di rivoluzionare il mondo del lavoro per come lo conosciamo. 

In particolare Meta, ex Facebook, vede nei visori l’opportunità di indebolire il suo principale competitor, ovvero Apple. Se oggi vogliamo accedere a Facebook o utilizzare Instagram o Whatsapp (tutte piattaforme della galassia Meta) dobbiamo farlo attraverso un telefonino che non ci viene fornito da Meta. Provate ad immaginare di quale portata sarebbe la rivoluzione se Mark Zuckerberg, il fondatore di Meta, riuscisse a convincerci ad utilizzare Oculus, il suo visore per la realtà virtuale. In questo scenario sia il nostro computer che il nostro smartphone potrebbero essere integrati nel visore, cosa che renderebbe inutile qualsiasi altro device. 

Esattamente come oggi è raro vedere un fax in un ufficio e i telefoni vengono via via integrati nei PC, provate ad immaginare come cambierebbe il mondo del lavoro se trovassimo il nostro personal computer integrato in un visore. Con lo smart working, che oggi è una realtà assodata, lavorare all’interno di un visore non potrebbe che aumentare la produttività, riducendo gli elementi di disturbo provenienti dal mondo esterno.

lavorare-nel-metaverso

Il proprio desk di lavoro integrato nel visore, questa è la visione del mondo del lavoro secondo Meta. Fonte: TradingPresentazione di Mete, Youtube

A beneficiare dell’arrivo del Metaverso non saranno solamente le aziende che forniranno hardware e software relativi al Metaverso. Provate ad immaginare quanti soldi potranno risparmiare le aziende che, grazie ai visori, potranno riunire il loro personale senza che nessuno debba prendere un aereo e soggiornare in un albergo.

Chi saremo nel Metaverso? La scommessa dei fashion brand

Anche le grandi maison della moda si stanno attivando per rispondere alla domanda “Come ci vestiremo nel Metaverso?”. Nell’ultimo rapporto della società di consulenza McKinsey  relativo all’industria della moda, la società di consulenza ha sottolineato come gli acquirenti dei fashion brand, in particolare quelli della generazione Z, stiano passando sempre più tempo online, una cosa che gli attori di questa industria devono tenere ben presente. Gli spazi digitali interattivi e creativi sono un’evoluzione naturale di come le persone usano la tecnologia, e riflettono la quantità sempre crescente di tempo che i consumatori passano online. 

Ci sono sempre più ‘secondi mondi’ dove si può esprimere se stessi“, ha detto Robert Triefus, chief marketing officer di Gucci. Ed è proprio Gucci uno dei primi brand a sperimentare il web 3.0, con il Gucci Garden allestito nel Metaverso del gioco Roblox, che ha visto oltre 19 milioni di visitatori nel suo giorno di apertura. Provate ad immaginare i margini di profitto che un fashion brand come Louis Vuitton potrebbe ottenere grazie alla vendita di borse digitali, la cui unicità sarebbe garantita da un NFT (Non Fungible Token). Se vivremo sempre di più online, probabilmente anche nel Metaverso vorremo sfoggiare i nostri capi firmati e grazie alla tecnologia tutti sapranno, con un click sul nostro avatar, se la nostra t-shirt è originale o tarocca.

Chi pagherà le conseguenze dell’internet 3.0?

Se davvero questa tecnologia prenderà piede, a pagarne le conseguenze saranno tutti i produttori di personal computer e televisori, che vedranno il loro prodotto diventare obsoleto dalla sera alla mattina. 

Oggi è ancora difficile sapere come la società e le nostre abitudini verranno plasmate dall’avvento del Metaverso, anche perché non sappiamo esattamente quale tipo di tecnologia prenderà piede. Utilizzeremo dei visori completamente immersivi come Oculus Quest di Meta, o preferiremo degli occhiali a realtà aumentata? Apple, per esempio, sembra che stia optando in gran segreto per questa seconda soluzione, ovvero una tecnologia che aggiunge elementi digitali al mondo reale. 

Ovviamente, come per tutti i grandi cambiamenti nella storia, chi non si aggiornerà verrà tagliato fuori. Esattamente come Internet ha spazzato via i piccoli negozi, sopraffatti dalla convenienza e dalla comodità dello shopping online, lo stesso varrà per il Metaverso.

Contenuto editoriale a puro scopo informativo. Quanto riportato rappresenta esclusivamente l’opinione personale dell’autore. Flowe non si assume la responsabilità per quanto riguarda la correttezza o la completezza delle informazioni pubblicate. Si esclude pertanto qualsiasi responsabilità relativamente a danni derivanti dall’uso delle informazioni pubblicate.

Torna su