Eco-ansia: cos’è e come affrontare l'ansia climatica - flowe

Eco-ansia: cos’è e come affrontarla

clock-icon

9 novembre, 2022

di Alice De Luca

flowe-cover-desktop-eco-ansia
flowe-cover-mobile-eco-ansia

Tra le tante conseguenze che il cambiamento climatico sta avendo sugli esseri umani, ce n’è una subdola e nascosta, a molti sconosciuta. È il fenomeno dell’eco-ansia, di cui abbiamo parlato anche durante l’evento organizzato da Flowe, Time to wake up. In quell’occasione Matt The Farmer, youtuber e agricoltore, ha intervistato Nicolas Lozito, giornalista per La Stampa, con il quale ha cercato di capire cosa vuol dire soffrire di eco ansia e quali conseguenze provoca questo fenomeno sulla società.

Cos’è l’eco-ansia o ansia climatica

Il prefisso eco seguito da ansia, suggerisce che questo termine venga utilizzato per indicare una sensazione di angoscia provocata dalla paura dei cambiamenti climatici. Spesso, infatti, le notizie che riceviamo contribuiscono a generare un atteggiamento disfattista nei confronti dell’attuale situazione ambientale, scoraggiano un nostro intervento e ci fanno pensare che sia già troppo tardi per invertire la rotta di questo riscaldamento globale. Quando subiamo gli effetti dell’eco-ansia ci sentiamo piccoli e impotenti di fronte a fenomeni come disastri ambientali e catastrofi naturali causate dal mutamento del clima. A questo si accompagna una sensazione di abbandono da parte di governi e istituzioni, che si ritiene dovrebbero schierarsi e aumentare il proprio impegno nell’ambito dell’ecologia e della sostenibilità.

L’ansia climatica non è soltanto una preoccupazione generica, ma una vera e propria paura che interferisce con la vita quotidiana delle persone che ne soffrono. In alcuni casi chi la prova può addirittura fare fatica a dormire, soffrire di attacchi di panico o avere difficoltà a concentrarsi sulle attività quotidiane lavorative o scolastiche, oltre che sulle proprie relazioni interpersonali. Spesso l’eco-ansia provoca anche un senso di colpa, una continua angoscia che le proprie azioni possano avere un impatto negativo sull’ambiente e sul clima.

L’eco ansia è un fenomeno ben radicato, soprattutto fra i giovani, tendenzialmente più attenti alle questioni relative alla sostenibilità, ma nemmeno gli adulti ne sono immuni. Nicolas Lozito, per esempio, realizzando un podcast su questo tema si è reso conto che tanti anziani e tanti genitori si preoccupano soprattutto per i figli e per i nipoti.

Sintomi dell’eco-ansia: come capire se soffri di ansia climatica

L’ansia climatica non è riconosciuta come un disturbo fisico o mentale, quindi non può essere diagnosticata in modo ufficiale. Inoltre, bisogna fare attenzione a distinguerla da una semplice preoccupazione per il futuro del Pianeta, che è normale sviluppare quando siamo sottoposti alle svariate notizie allarmanti su questo tema. Bisogna fare attenzione quando questa sensazione diventa tanto pesante da influire negativamente sulla nostra vita. Per esempio, può anche capitare che la paura da cambiamento climatico contribuisca a peggiorare degli squilibri psichici preesistenti. In ogni caso, l’ansia climatica deve essere distinta da altri tipi di ansia che possono richiedere delle cure mediche.

Gli effetti dell’eco-ansia

L’effetto più immediato dell’eco-ansia è che perdiamo ogni speranza di cambiare il corso degli eventi e ciò che possiamo fare ci sembra tanto piccolo da essere percepito come irrilevante e inutile. Ma le conseguenze di questo fenomeno non si fermano qui. Se volessimo quantificarle potremmo servirci di un’indagine effettuata nel 2021 da ricercatrici e ricercatori anglosassoni, realizzata su un campione di 10 mila persone tra i 16 e i 25 anni e provenienti da dieci diversi paesi del mondo. Secondo i risultati più del 45% del campione ha dichiarato che l’ansia da cambiamento climatico interferisce negativamente con la loro vita quotidiana. Il 75% dei ragazzi intervistati ritiene il futuro spaventoso, tanto che alcuni pensano addirittura di rinunciare ad avere un figlio. Un sondaggio condotto da Morning Consult nel 2020, infatti, ha evidenziato che su un campione di 2.201 adulti senza figli, l’11% ha dichiarato il cambiamento climatico un motivo rilevante per non procreare neanche in futuro. Le preoccupazioni di queste persone consistono soprattutto nella paura che il futuro possa essere tanto catastrofico da non consentire ai propri figli di vivere un’esistenza dignitosa. Per questo preferiscono non averne.

Come gestire l’eco-ansia: alcuni rimedi

L’eco-ansia è una paura razionale in quanto naturale reazione a un contesto che non percepiamo più come sicuro o rassicurante. Come abbiamo detto, non è quindi classificabile come una condizione rilevante sul piano medico. Ciò nonostante, si è anche visto come i disturbi che può provocare possono essere molto fastidiosi se queste preoccupazioni ci sfuggono di mano. Come comportarsi quindi per alleviarli? Innanzitutto ricorda che non sei personalmente colpevole di tutti i problemi della Terra: ridimensiona la tua responsabilità e valuta le tue possibilità. Sulla base di queste fissati degli obiettivi semplici che puoi mettere in pratica per fare la tua parte. Se ti sembra che questo non basti e che serva un cambiamento più radicale, a livello di sistema, pensa a come potresti agire più in grande, per esempio promuovendo iniziative con i tuoi amici o contattando le amministrazioni locali.

A volte, infine, può essere utile cercare di distrarsi dalle notizie negative e preferire trascorrere un po’ di tempo nella natura, che ha il potere di abbassare i nostri livelli di stress. Potrebbero aiutarti anche tecniche di meditazione, respirazione e yoga, o anche più semplicemente parlarne con un amico o un familiare.

Cosa sono l’eco-grief e la solastalgia

Un altro sentimento che si può provare di fronte ai cambiamenti climatici è l’eco-grief, ovvero una sensazione di totale rassegnazione, rinuncia e perdita suscitato dalla distruzione dell’ambiente. A differenza dell’eco-ansia, che può portare a comportamenti propositivi a favore del Pianeta, l’eco-grief porta a un atteggiamento di lassismo e rinuncia nei confronti di ogni azione proficua.

La solastalgia, invece, deriva dall’unione della parola latina solacium (conforto) e della radice greca di algos (dolore). Indica genericamente un sentimento di nostalgia verso un luogo in cui comunque si continua a stare, ma che viene alterato da cambiamenti improvvisi. Tra questi figurano soprattutto i mutamenti climatici e i disastri ambientali che possono mutare le nostre case tanto da farci provare uno spiacevole sentimento di dolore, disorientamento e alienazione.

carta-legno

Flowe, il conto che si prende cura del Pianeta

Un modo per superare il sentimento d’ansia climatica, è impegnarsi con piccoli gesti quotidiani per un futuro più sostenibile. Solo attraverso scelto più consapevoli, potremo davvero provare a migliorare la situazione. Il conto Flowe può aiutarti in questo, grazie a funzionalità e servizi che ti permettono di vivere in equilibrio con il mondo che ti circonda senza stravolgere le tue abitudini.

Aprendo il conto avrai:

– Il Freshback: dal 9 maggio 2022 al 31 dicembre 2022, quando usi una delle carte di debito Flowe, viene piantato un albero in Guatemala grazie a zeroCO2 ogni 100 pagamenti di tutti gli utenti.

– Il servizio Eco Balance, che stima la CO2 prodotta dai tuoi acquisti e la compensa piantando alberi.

– La carta in legno proveniente da foreste certificate e, quando la richiedi, Flowe ti dedica un albero in Guatemala. 

E molti altri servizi e vantaggi.

Fonti:

www.ecoanxiety.com/what-is-eco-anxiety/

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale: per le condizioni economiche e contrattuali e per quanto non espressamente indicato è necessario fare riferimento al Foglio Informativo e alle Norme Contrattuali nella sezione Trasparenza e al Documento “Norme contrattuali e foglio informativo conto e servizi”.
Freshback: iniziativa valida per tutti i pagamenti registrati da parte di tutta la clientela Flowe dal 09/05/22 al 
31/12/22. Servizio Ecobalance (visualizzazione più compensazione) a pagamento per Fan e Flex, max 1.000kg di CO2 mensili e 3.000 per anno

Articoli correlati:

Torna su