Global Risk Report 2022: crisi climatica e sociale tra i rischi globali | flowe

Global Risk Report 2022: crisi climatica e sociale tra i rischi globali

23 febbraio, 2022

di Alessia Arnaldino

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Ogni anno, il World Economic Forum stila quello che viene chiamato il Global Risks Report, un rapporto che riassume i risultati del Global Risks Perception Surveys (GRPS), sondaggio che mira a stimare la percezione del rischio, da parte di esperti, a livello internazionale. Tale percezione del rischio viene declinata su cinque diverse macroaree: economia, ambiente, geopolitica, società, tecnologia.

Nato in Svizzera nel 1971, il World Economic Forum organizza ogni anno un meeting tra importanti esponenti della politica e dell’economia internazionale, coinvolgendo anche intellettuali e giornalisti, per discutere di quelle che vengono individuate come le più urgenti questioni globali.

Il Global Risks Report 2022 del World Economic Forum

Quali sono, quindi, i temi evidenziati dal Global Risks Report 2022 che suscitano maggiore preoccupazione? In particolare, dalle 117 pagine di cui è composto il report, ne sono emersi sei, che possiamo così riassumere:

  1. Mondi divisi. Il gap economico tra i paesi economicamente sviluppati e quelli più poveri è aumentato a causa della pandemia da COVID-19 e si stima che, nei prossimi due anni, continuerà a crescere. Queste differenze economiche, che si riflettono e generano inevitabilmente disparità sociali, si teme possano causare rotture all’interno della società, fino a produrre tensioni geopolitiche. Su scala globale, i tre maggiori argomenti di preoccupazione riguardano, però, l’ambiente; in particolare, si ha timore che le azioni intraprese per contrastare il cambiamento climatico siano fallimentari. Si temono quindi eventi climatici estremi e la perdita di biodiversità.
  2. Una turbolenta transizione climatica. Come anticipato nel punto precedente, una delle preoccupazioni maggiori è caratterizzata dal cambiamento climatico, argomento estremamente attuale. L’obiettivo principale è quello di attuare una transizione verso la produzione di energia rinnovabile, per salvaguardare il pianeta. Tuttavia, in questo caso i rischi riguardano le differenti tempistiche di transizione da parte dei vari paesi, nonché i costi e l’incapacità dei lavoratori di riadattare le proprie competenze alle nuove mansioni.
  3. Cybersecurity. Digitalizzazione è una delle parole che possiamo utilizzare per descrivere il nostro presente, ossia il passaggio a un mondo sempre più digitale. Negli ultimi anni, questo processo ha subito un’ulteriore accelerazione, portando con sé rischi e annesse preoccupazioni, come, per esempio, legate alla sicurezza. Il report sottolinea come le possibili vulnerabilità del digitale suscitino preoccupazione negli intervistati, che arrivano addirittura a temere il fallimento della cybersecurity, comportando conseguenze per la sicurezza pubblica e delle imprese.
  4. Barriere migratorie. Migrazioni a causa di instabilità politica, conflitti e cambiamento climatico devono fare i conti con delle politiche di protezionismo sempre crescenti, che potrebbero causare attriti e tensioni ai confini, nonché crescenti difficoltà per i migranti stessi. Le conseguenze, dunque, si riflettono sia sull’economia, sia sulla geopolitica, sia, ovviamente, a livello umanitario.
  5. Uno Spazio affollato. Ricerca scientifica e innovazione stanno facendo passi da gigante, portando l’umanità in posti che fino a pochi decenni fa erano raggiungibili solo con l’immaginazione. La nuova competizione riguarda lo Spazio e chi riuscirà per primo a trarne profitto, accaparrandosi uno spazio nei nostri cieli. I rischi e le preoccupazioni, in questo caso, nascono da una scarsa regolamentazione a riguardo, che potrebbe comportare conseguenze non solo sulle aziende, ma sulla popolazione stessa.
  6. Resilienza. Parola che, a partire dal 2020, abbiamo cominciato a sentire sempre più spesso e che possiamo definire come la “capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà” (dizionario Treccani). Una caratteristica fondamentale per i governi di oggi e, il suo venir meno, desta molte preoccupazioni negli intervistati.

La crisi climatica non è un'opinione: it's time to wake up

Le preoccupazioni non mancano e nascono da rischi concreti, che bisogna analizzare per poter prendere delle soluzioni, altrettanto concrete. Certo, come singoli individui sembra di non poter fare nulla, di essere solo delle goccioline d’acqua. Ogni goccia, però, se si unisce alle altre può generare un forte impatto. Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per ridurre i rischi di anche solo uno dei punti sopra citati?

Flowe si impegna giorno dopo giorno, a mettere in atto azioni che possano creare un impatto positivo sull’ambiente e sulla società che ci circonda. Il tempo per agire è adesso. La crisi climatica è in atto proprio ora e procrastinare non può più essere un’opzione. Con la rubrica “La crisi climatica non è un’opinione: it’s time to wake up”, il team Wooding, con il supporto di Flowe, propone 5 talk in cui imprenditori, esperti, cariche istituzionali, ricercatori, sportivi e content creator parlano della crisi climatica, sensibilizzando sul tema e proponendo possibili soluzioni.

Time to wake up è una rubrica carbon negative: Flowe compensa le emissioni di CO2 prodotta dai talk piantando alberi. Ogni 500 visualizzazioni viene piantato un albero in Guatemala, fino a un massimo di 100 alberi.

https://www.weforum.org/reports/global-risks-report-2022
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https://www.assolombarda.it/centro-studi/global-risk-report-2022-world-economic-forum

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