Green Jobs: 4 figure lavorative ricercate nella Green Economy | flowe

Green Jobs, 4 lavori tra i più ricercati nella green economy

1 maggio, 2021

di Asia De Palma

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Cosa sono i Green Jobs?

Educare a gestire i bisogni e le esigenze, rispettando la natura, rappresenta l’essenza primaria per un futuro sostenibile. Com’è possibile conciliare tutto ciò con la continua rincorsa al progresso? La questione della sostenibilità è complessa, in continua evoluzione e talvolta non è sempre ovvio cosa sia veramente green. Ad esempio, quando parliamo di green jobs a cosa facciamo riferimento? L’UNEP (United Nations Environment Programme) l’agenzia delle Nazioni Unite operante nel campo della tutela dell’ambiente li definisce come: “Quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale”.

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Green Jobs: 4 figure professionali tra le più ricercate nella green economy

In Italia il settore è in piena crescita come viene indicato nell’ultimo rapporto GreenItaly, realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con oltre 3 milioni di lavoratori green. Scopriamo insieme alcuni tra i green jobs più ricercati al momento.

1- Professione di tendenza in alcuni paesi, per altri un vero e proprio lavoro, il Green Designer, come la Fata Turchina di Cenerentola, ma senza la bacchetta magica e la sua fatidica frase “Bibbidi Bobbidi Boo”, riprogetta tutto ciò che lo circonda, rendendolo più rispettoso nei confronti della natura. Restituire una seconda vita a materiali di scarto è il motto dei designer industriali verdi, che con un semplice “restauro”, donano una nuova ed ecologica veste al prodotto, aggiungendo un tocco di stile improntato al futuro. Un brand che ha fatto del riciclo e del riuso la sua filosofia è Alisea, che realizza oggetti di design a partire da scarti. La missione di Susanna Martucci, founder dell’azienda, è mettere in contatto chi ha materiali che non sa come utilizzare con chi ha idee su come trasformarli, per contribuire allo sviluppo di un mondo dove niente vada sprecato.

2- Un’altra figura professionale che va di pari passo con la precedente è l’Eco Chef, ovvero uno chef specializzato nella cucina biologica ed ecosostenibile. Questo tipo di ristorazione si basa su piatti naturali, realizzati per lo più con prodotti a chilometro zero, di stagione e ricchi di vitamine. Una cucina che non presenta scarti di alcun genere (come ad esempio la famosa ratatouille francese): il termine spreco non viene contemplato, sia dal punto di vista alimentare sia economico. Ciò non significa però che i piatti non siano raffinati e curati nel dettaglio, al contrario, questa professione basa la sua arte nella tradizione, ma allo stesso tempo nell’innovazione e nella sostenibilità. Nota a molti è Lisa Casali, esperta di alimentazione e cucina sostenibile la cui missione è ridurre l’impatto ambientale grazie alle scelte che facciamo ogni giorno in cucina. Altro chef stellato è Massimo Bottura, fondatore dell’associazione no-profit Food for Soul, realtà impegnata nella lotta contro lo spreco alimentare e di Tortellante, laboratorio terapeutico–abilitativo dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano.  A settembre 2020 Massimo è stato nominato Goodwill Ambassador per il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) in occasione dell’inaugurazione della Giornata Internazionale della Consapevolezza della Perdita e dello Spreco Alimentare. La nomina è il riconoscimento dell’opera umanitaria svolta attraverso Food for Soul, Tortellante e il suo continuo impegno nel combattere lo spreco alimentare a livello globale.

3- Cambiano le mode e noi cambiamo gli abiti, andando così a creare immensi accumuli di vestii smessi nelle discariche. Proprio per questo, il settore della moda, per ridurre gli impatti negativi, ha pensato di creare una professione specializzata nel riciclo di tutti quei tessuti che vengono scartati o capi non più usati: il Responsabile del riciclo dei tessuti. Coinvolto nel processo di produzione, è in grado di minimizzare il danno e l’impatto ambientale, prestando particolare attenzione alla creazione di capi attraverso materiali di recupero. Un esempio di giovane azienda che crea le sue collezioni utilizzando materiali di scarto è WRAD: il fondatore Matteo Ward insieme ai suoi collaboratori ha ideato una nuova supply chain circolare che riutilizza la grafite avanzata dalle lavorazioni per trattare e tingere tessuti.

4- Ultimo per ma non per importanza, l’Energy Manager, che elabora piani di risparmio energetico ad hoc per aziende che hanno consumi elevati

Se il futuro del mondo professionale è green occorre fare attenzione e non cadere in inganno: il lavoratore green, più di tutti gli altri, deve sposare anche uno stile di vita sostenibile, che sarà rafforzato dalla volontà dell’azienda di creare un legame con il territorio e la comunità circostante, nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

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