Moda Sostenibile: perché è così importante per il Pianeta? - flowe

Moda sostenibile: le nuove frontiere dei brand etici

30 settembre, 2021

di Giorgia Cantarini

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Cosa vuol dire moda ecosostenibile?

Si parla ormai da molti anni della salvaguardia del Pianeta e della tutela delle persone, ma oggi più che mai, è doveroso applicare questi concetti anche alla moda, seconda industria più inquinante al mondo, trasformandola in un settore più sostenibile che include tanto i principi della moda ecosostenibile quanto quelli della moda etica.  Sono 8  le priorità delle quali il sistema moda deve tenere conto secondo Global Fashion Agenda -il forum di riferimento dedicato alla moda sostenibile – ovvero le otto angolazioni con cui la sostenibilità viene osservata: la supply chain – i fornitori e i materiali per la filiera di produzione – l’impegno nel ridurre l’impatto climatico – dall’energia rinnovabile all’interno degli stabilimenti delle aziende di moda, le emissioni di CO2, il packaging riciclato- l’ efficiente uso di acqua, energia e agenti chimici,  la condizione di lavoro rispettosa e sicura– il lavoratore opera in un ambiente di lavoro adeguato, promozione di salari adeguati, i tessuti sostenibili, la moda circolare – comprare meno, comprare meglio e rigenerare i materiali grazie alla tecnologia – attuazione di una quarta rivoluzione industriale– corretta compenetrazione tra mondo fisico, digitale e biologico.

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Moda sostenibile ed etica

Secondo le stime di Global Fashion Agenda, molti brand di moda del settore lusso sono interessati alla crescita di un’economia circolare più attenta ai temi della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente: il 73% dei vestiti prodotti nel mondo finisce in discariche o viene incenerito; meno dell’1% dei materiali utilizzati per produrre vestiti viene recuperato per produrne di nuovi; meno del 15% dei vestiti dismessi viene raccolto per essere riciclato. Numeri che fanno riflettere in particolare se messi in relazione al giro d’affari che il mercato della moda muove. Come in molti altri settori, anche la moda sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti, dettati principalmente dalla sempre maggiore attenzione del consumatore verso i suoi acquisti, alla possibilità di scegliere vintage, usato di seconda mano o prodotti che non contengono sostanze inquinanti e non siano nocive. I dati di mercato sostengono come si stia diffondendo una nuova coscienza del consumo, che porta gli acquirenti a voler sapere da dove provengono i capi di abbigliamento acquistati e come sono stati prodotti. 

Le risposte a questi interrogativi potrebbero, in un futuro sempre più prossimo, diventare fondamentali per una decisione d’acquisto. A fine 2020 è stato stilato un report sulla sostenibilità in rete curato da Lyst, motore di ricerca leader dell’abbigliamento online, e GOOD ON YOU un’organizzazione che aiuta i consumatori a prendere delle decisioni di acquisto migliori valutando le aziende in base a tre principi: persone, pianeta e animali. In particolare in Italia più del 20% in più di ricerche, con concentrazione maggiore nella regione della Lombardia, sulle parole “moda eco-friendly, mentre il termine “eco-pelliccia” è la parola chiave più usata negli ultimi 12 mesi. Le ricerche relative a prodotti di “moda riciclata” sono aumentate solo del 64% negli ultimi 3 mesi.

Essere sostenibili va di moda

Sembra, inoltre, che siano proprio i cosiddetti Millennials e i ragazzi della Generazione Z ad essere particolarmente attivi nella ricerca di una moda sostenibile che predilige pratiche responsabili. Un’attenzione che fa ben sperare per il futuro. Dall’inizio del 2020, Lyst ha registrato un aumento del 37% delle ricerche di parole chiave legate alla sostenibilità, con una media mensile di ricerche che è passata da 27.000 nel 2019 alle oltre 32.000 della data odierna. Negli ultimi tre mesi, le ricerche di “moda upcycled” sono cresciute del 42%.

 Allo stesso tempo, la domanda di capi di moda “di seconda mano” e “usati” è aumentata del 45% da novembre: sneakers, orologi e borse sono le categorie più cercate in combinazione con queste parole chiave. Negli ultimi 12 mesi, il termine “slow fashion” ha generato oltre 90 milioni di social impression, suggerendo l’inizio di un cambiamento nei comportamenti d’acquisto, con una predilezione per materiali certificati organici, vegani, plastic free, ovvero senza uso di plastica. L’accelerazione del cambiamento climatico degli ultimi anni ha contribuito al progressivo ripensamento delle pratiche produttive, così come la pandemia è stata una chiamata alla riflessione dello stato del sistema moda. Il modo in cui stiamo vivendo, sempre più affamati di informazione, sta creando una tempesta perfetta e la proliferazione di una coscienza ambientale più acuita.

Flowe per i brand di moda sostenibile

Sempre più brand orami hanno optato per una svolta green. Tra questi, i KIDSOFBROKENFUTURE, che, grazie al supporto di Flowe, società benefit del gruppo Mediolanum, hanno iniziato un percorso per diventare B Corp e carbon neutral. 

KIDSOFBROKENFUTURE  è un brand di streetwear responsabile che si è fatto conoscere grazie a un’estetica graffiante ed irreverente, ha già fatto parte della piattaforma interattiva The World of Vogue Talents di Settembre 2020 e di Sustainable Style, il progetto di menswear responsabile lanciato a luglio da Pitti Uomo. La loro mission non è solo rendere un capo sostenibile, ma costruire un futuro migliore per tutti.

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