Salvaguardia degli oceani: la mostra Ocean&Climate Village | flowe

Salvaguardia degli oceani: la mostra interattiva Ocean&Climate Village

10 dicembre 2021

di Giorgia Riganti

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L’oceano è la culla della vita per oltre 3 miliardi di persone, fonte di sostentamento ed equilibrio. Nel 2017 le Nazioni Unite hanno proclamato il 2021-2030 il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile. Il Decennio del Mare getta le basi per una rivoluzione che favorisca un cambio di paradigma in ambito di progettazione e diffusione di dati qualitativi e quantitativi riguardanti l’oceano. L’obiettivo è quello di agevolare la generazione di dati, informazioni e conoscenza necessaria per passare dall’oceano che “abbiamo” all’oceano che “vogliamo”. Diversi sono i risultati sperati: avere una riduzione (o, ancora meglio sarebbe la completa eliminazione) delle fonti di inquinamento marine, tutelare, capire e ripristinare gli ecosistemi di flora e fauna oceanica, attuare una vera e propria economia dell’oceano per favorire un approvvigionamento sostenibile e raggiungere una maggiore accessibilità ed equità per i dati, le informazioni, le tecnologie e innovazioni relative all’ambiente marino. Tutto questo non definirà una sorta di politica degli oceani ma genererà preziosi contributi al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

La mostra interattiva Ocean&Climate Village alla Triennale di Milano

A inizio ottobre la Triennale di Milano ha ospitato il primo appuntamento della mostra itinerante Ocean&Climate Village in occasione del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile 2021-2030 dell’UNESCO. Si tratta di un percorso interattivo e didattico con l’obiettivo di guidare l’interlocutore alla scoperta dell’oceano e di tutto ciò che lo riguarda. Il percorso si traduce in una vera e propria immersione dalla terra nel profondo blu passando attraverso tematiche chiave: climatologia, specie e habitat, alimentazione, cultura, protezione ambientale e le sue relative sfide. In aggiunta alla mostra fisica in triennale ci sono anche altri progetti paralleli che si uniscono: 

 Sea Beyond, progetto promosso dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e dal Gruppo Prada, atto a educare e stimolare i ragazzi delle scuole secondarie di tutto il mondo in modo da creare una campagna di sensibilizzazione sociale a tema oceano in linea con l’Agenda delle Nazioni Unite 2030 e i suoi 17 Sustainable Development Goals (Sdg). 

– Sound Safari e UpSea Down sono due progetti multimediali per avvicinare ancora di più i visitatori della mostra al tema. Sound Safari rende possibile immergersi in acque profonde, nuotando con animali marini grazie ai totem sparsi per le città (di cui uno proprio in Triennale) attraverso un QR code. UpSea Down è una creazione sensoriale, sonora, tattile e visiva, del digital designer Federico Girotto in collaborazione con l’art developer Davide Santini e l’oceanografa Valentina Lovat: un contatore volto a illustrare la crescita del livello delle acque contestuale all’aumento della temperatura dal 1940 al 2100. Un’esperienza che lascia una sensazione d’amarezza per la consapevolezza che provoca.  

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La conferenza stampa e il dibattito

Nella conferenza stampa di inaugurazione della mostra durante la prima giornata di apertura, Ana Luiza Thompson-Flores (Direttore UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe) ha introdotto il progetto per il Decennio del mare. Alla presentazione sono state invitate a intervenire anche Alessia Lotti e Sara Segantin, in rappresentanza di Fridays For Future Italia, il movimento ambientalista e anticapitalista che ha guidato gli scioperi per sensibilizzare sull’impatto di riscaldamento globale e cambiamento climatico. 

Fondamentale in questo periodo storico è il contributo di tutta la società, dal singolo cittadino alla multinazionale. Questo dovere morale è stato sottolineato dalle voci di Lifegate, EON e Fondazione Prada in un dibattito sul ruolo e l’impegno del settore privato.

3 azioni responsabili per salvaguardare l’ambiente

 Da una mostra di questo genere, la sensazione che rimane lasciandola è un grande peso che spinge a chiedersi da dove iniziare per cercare di arginare il prima possibile questo problema e, più in generale, tutte le conseguenze prodotte dal cambiamento climatico. La consapevolezza è sicuramente il primo passo, ma non basta. La curiosità è una parte fondamentale dell’agire, bisogna informarsi il più possibile, avere voglia e costanza nel farlo e, al contempo, non avere paura di fare troppo poco se un passo alla volta si continua a migliorare. 

Uno strumento per essere più consapevoli dell’impatto prodotto dalle nostre scelte lo si trova nell’app di Flowe (il conto di pagamento che si prende cura del Pianeta). Si tratta della sezione Eco Balance* che, in collaborazione con il partner Doconomy, stima la CO2 prodotta per ogni nostra spesa e prova, in un secondo momento, a compensarla piantando alberi. Un modo per vedere da vicino come ogni nostra spesa abbia un costo non solo per il nostro portafogli, ma anche per il Pianeta (*servizio valido per clienti con piano Friend. Eco Balance max. 1.000 kg di CO2 mensili e 3.000 per anno).

Ci sono, poi, tanti altri modi in cui attivarsi al di fuori della propria sfera personale di vita, di seguito alcuni esempi: 

1 – Aderire a raccolte di plastica in giro per l’Italia (e fuori) o partecipare a eventi sponsorizzati da aziende che si preoccuperanno di farlo per e con te come la Run For The Oceans di Adidas. 

2 – Conoscere le realtà di ricerca e protezione degli ambienti marini e partecipare ad attività o donazioni. Fonte di ispirazione qui è Tethys, Onlus di fama internazionale impegnata nella salvaguardia dei mammiferi marini. Già da tempo Flowe la supporta attraverso l’adozione di cetacei nel Mar Mediterraneo. 

3 – Partecipare ad attività di piantumazione di nuovi alberi in aree urbane in modo da assorbire nelle città inquinamento e CO2 o decidere di comprare alberi in giro per il mondo per contribuire alla riforestazione. ZeroCO2  n questo campo è un punto cardine a cui potersi rivolgere. Insieme a Flowe sta portando avanti il progetto “2021 alberi nel 2021”, che si pone l’obiettivo di piantare 2021 alberi sul nostro territorio nel corso dell’anno.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per info e costi su conto Flowe vedi foglio informativo e norme su flowe.com sezione trasparenza.

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