la Sostenibilità nell’industria alimentare: Food Industry Monitor 2021

Food Industry Monitor: la ricerca di sostenibilità e innovazione

16 luglio, 2021

di Giorgia Riganti e Benedetta Brandi

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La sostenibilità aziendale

Nel terzo appuntamento di Revolution, la serie di eventi del mese di aprile ispirati al moto di rivoluzione del nostro Pianeta intorno al Sole, ci si è focalizzati sul concetto di sostenibilità aziendale

In questo webinar, il CEO di Flowe Ivan Mazzoleni e il Presidente di Flowe Oscar Di Montigny hanno risposto alla domanda “Come possono le aziende essere sostenibili?”, affermando che un proprio valore è fare ciò che si dice. Non ci si può solamente professare sostenibili e attenti a temi ambientali e sociali senza agire nel concreto. “Siamo una Betterbeing Economy”, conferma Ivan Mazzoleni, dove c’è sinergia ecosistemica tra individuo, società e ambiente. Sono i nostri gesti quotidiani che indirizzano l’economia e i suoi attori a un comportamento consapevole e soprattutto responsabile. A livello aziendale si può arrivare a questo obiettivo di economia del miglioramento in più modi, uno tra i quali diventare una società benefit, ovvero un tipo di società che opera per il proprio equilibrio economico scegliendo proattivamente di avere un impatto positivo su società e ambiente.

A testimoniare questo impegno è la strada verso la certificazione B-Corporation, per cui l’azienda deve “…firmare la Dichiarazione di Interdipendenza. Questo atto è una presa di coscienza della connessione tra le persone, le natura, i comportamenti e le conseguenze sia a livello globale che all’interno della comunità dell’azienda stessa. Per poter sopravvivere e prosperare nel tempo è dunque fondamentale avere cura gli uni degli altri, prendendosi anche la responsabilità di garantire il benessere delle generazioni future.” come descritto sul sito B Lab Europe. Flowe attualmente è Pending B-Corp e si pone, giorno dopo giorno, l’obiettivo di educare la nuova generazione di ragazzi ai temi dell’innovability (innovation+sustainability) rendendoli più consapevoli delle proprie risorse, siano esse economiche, personali o ambientali in modo da poter favorire lo spirito imprenditoriale. 

Grazie alla natura sostenibile di Flowe, siamo stati invitati alla settima edizione dell’evento “The food industry monitor” tenutasi a Pollenzo nell’Università di Scienze Gastronomiche.

Food Industry Monitor 2021 - 7° edizione

Il Food Industry Monitor è un convegno realizzato annualmente dall’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo (CN) in collaborazione con Ceresio Investors. 

L’UNISG nata nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food, ha come fondamento un nuovo approccio didattico che consente ai propri studenti di maturare “conoscenze e competenze interdisciplinari nell’ambito delle scienze, cultura, politica, economia ed ecologia del cibo e sono in grado di sviluppare valori come la sostenibilità e la sovranità dei sistemi alimentari globali, comprendendone tutte le fasi, dalla produzione al consumo” come descritto da loro stessi. 

Ritroviamo quindi l’università come promotrice perfetta per questa settima edizione del 2021 che ha focalizzato l’attenzione sul rapporto, messo in atto dalle aziende del settore agroalimentare, tra performance finanziaria, sostenibilità e innovazione. All’evento è stata presentata l’indagine di mercato e alcune aziende partecipanti allo studio hanno potuto rispondere a domande di approfondimento. Nel prossimo paragrafo faremo un affondo di quanto risulta dallo studio.

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Lo studio e i risultati

L’analisi compiuta dall’Osservatorio prende in considerazione lo sviluppo dei business, le analisi sui mercati nazionali ed internazionali e come performano le aziende. Sono state prese in analisi 857 aziende, con sede in Italia, di piccole, medie e grandi dimensioni, le quali sono state anche valutate secondo 4 direttrici: crescita, redditività, produttività e struttura finanziaria.

 Il primo punto analizzato riguarda l’impatto della pandemia globale sul settore agroalimentare: dai risultati emerge che l’effetto del Covid ha causato una diminuzione della crescita del – 1%, diversamente dal -8,9% dell’economia italiana. È stato dimostrato inoltre come il 2021 e 2022 avranno una previsione di sviluppo di crescita prevista di poco inferiore al 6% annuo, un tasso superiore alla previsione di crescita del Pil italiano. E la ripresa riguarderà anche l’export che nel biennio 2021-2022 si prevede in aumento del 3%.

La sostenibilità aziendale nell'industria alimentare italiana

Come procede il percorso di sostenibilità dell’industria alimentare italiana? Dai dati riportati risulta che, in seguito a un questionario, l’80% delle aziende intervistate si ritengono sostenibili e il 93% ha investito nell’ultimo quinquennio in sostenibilità. Il dato interessante però riguarda l’avere una strategia formalizzata sulla sostenibilità che coinvolge solo il 56,7% del campione analizzato. Continuando l’analisi dei modelli di business per la crescita sostenibile abbiamo conferma che il 32,7% delle aziende effettua comunicazione esterna sui temi legati alla sostenibilità e il 74% ritiene che la comunicazione su temi legati alla sostenibilità abbia un impatto positivo sulle vendite ma che questo produce un aumento dei costi per 63,3% delle imprese. 

Un tema centrale quando si tratta il concetto di sostenibilità nelle aziende è credere davvero in ciò che si propone ma soprattutto mettere in atto le promesse fatte, evitando quindi di fare greenwashing. Questo termine viene utilizzato per classificare le aziende che si mostrano agli occhi dei consumatori come attenti alle strategie commerciali in tema di sostenibilità, più di quanto lo siano effettivamente. Greenwashing nasce dall’unione di Green, parola utilizzata per parlare del tema dell’ecologia e Washing, che fa riferimento a un termine (whitewash) a cui gli anglofoni si riferiscono per indicare l’intenzione a coprire qualcosa. In questo senso, il termine è utilizzato come sinonimo anche di “ambientalismo di facciata”, per indicare quei brand che usano in maniera maliziosa messaggi pubblicitari e campagne di responsabilità sociale per coprire l’impatto negativo sull’ambiente dovuto ai loro prodotti o alle loro attività.

 Interessanti sono i 7 peccati del greenwashing che sono stati riportati durante la presentazione dello studio:

  1. Peccato del compromesso nascosto 
  2. Peccato di assenza di prove 
  3. Peccato di vaghezza 
  4. Peccato di etichetta ingannevole 
  5. Peccato di irrilevanza 
  6. Peccato del minore di due mali 
  7. Peccato di menzogna

Infine, è stato trattato l’impatto sulla crescita aziendale delle strategie formalizzate di sostenibilità, dell’innovazione e dei modelli di business innovativi e sostenibili: tutti e tre i punti portano a una crescita significativa che va dal 6,5% al 7,1% per le grandi imprese, mentre per le piccole imprese si ha un impatto positivo del 7% per le strategie formalizzate di sostenibilità e tra il 2,1% e il 2,5% per gli altri due punti. 

Sostenibilità e “transizione ecologica”

A conclusione del convegno è intervenuto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food International e presidente dell’UNISG. Petrini ha sottolineato come il concetto di sostenibilità non debba essere associato alla crescita produttiva di un’azienda. Ciò che è sostenibile in francese viene chiamato durable, questo ci deve far capire che essere sostenibili significa durare nel tempo, “allungare la vita” di ciò che produciamo e consumiamo.

Su questo si fonda anche il concetto di economia circolare, un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile in contrapposizione alla sovraproduzione che caratterizza il modus operandi aziendale degli ultimi decenni.

Il fondatore di Slow Food sviluppa poi il proprio discorso sul concetto di “transizione ecologica”: una nuova era basata sul passaggio da un’economia capitalistica a un nuovo concetto economico basato sulla consolidazione e non sulla crescita, mettendo in atto il concetto di limite, che sia esso produttivo, di consumo e di costi. La crescita insomma non può più essere solo di business, ma anche umana e valoriale.

Fonti
https://www.foodindustrymonitor.com/wp-content/uploads/2021/07/Presentazione-FIM-2021-02-07-2021_PUBBLICA.pdf
https://www.foodindustrymonitor.com/

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