
27 gennaio 2026
7 min
Embedded Finance e pagamenti digitali: perché il 2025 è stato l’anno di svolta e il 2026 sarà l’anno del consolidamento
di Maria Giulia Lo Verso
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Maria Giulia Lo Verso è entrata in Banca Mediolanum nel 2000, dove ha maturato una significativa esperienza come content editor televisiva e di eventi, lavorando anche al concept e ai contenuti del primo museo multimediale della Banca. Ha inoltre seguito progetti di comunicazione internazionale per un primario gruppo assicurativo e firmato articoli per quotidiani italiani. In Flowe racconta l’evoluzione dei pagamenti digitali e delle soluzioni di embedded finance.
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Gennaio è il mese dei bilanci e guardando all’anno appena concluso si può affermare che il 2025 abbia segnato un’ulteriore svolta nel mondo dei pagamenti digitali e dell’Embedded Finance. Non è stata una rivoluzione rumorosa, ma un cambiamento silenzioso e potente, che ha trasformato il modo in cui paghiamo e progettiamo le esperienze di acquisto quotidiane. E i numeri del 2025 lo dimostrano. Perché? Perché nel 2025 si sono allineati alcuni fattori chiave: adozione reale, infrastrutture tecnologiche e nuove aspettative delle persone (e delle aziende) su velocità, semplicità e sicurezza.
Il 2025 in numeri: i pagamenti digitali diventano abitudine
Secondo i dati della Ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel primo semestre 2025 il valore dei pagamenti digitali con carta in Italia si è attestato a 236 miliardi di euro, con una crescita del +6% rispetto al 2024. A fine anno, il valore complessivo è stimato tra 495 e 505 miliardi di euro.
Cresce anche il numero di transazioni con carta (+11,5% rispetto al 2024), mentre lo scontrino medio diminuisce: un segnale che le carte non vengono più usate solo per i grandi acquisti, ma anche per le microspese quotidiane.
La crescita più marcata riguarda i pagamenti con smartphone e wearable: sempre nel primo semestre 2025, il pagato in negozio tramite questi strumenti ha raggiunto i 29,7 miliardi di euro (+46% rispetto al 2024). Anche il numero di transazioni accelera (+52%), superando 1 miliardo di operazioni. La quasi totalità del valore (95%) passa da tecnologia NFC, mentre il restante 5% è generato da app che utilizzano QR code o soluzioni basate su geolocalizzazione.
Numeri che raccontano una storia chiara: i pagamenti digitali sono ormai la norma.
Instant e VoP: le due novità che hanno accelerato il 2025
Nel 2025 i bonifici istantanei hanno continuato a guadagnare terreno: nel secondo trimestre 2025 hanno rappresentato circa il 26,42% del totale dei bonifici europei. Il vantaggio è evidente: trasferimenti in euro in meno di 10 secondi, 24/7, con disponibilità immediata dei fondi all’interno dell’area SEPA. In Italia il servizio è disponibile già dal 2017 e, con l’IPR, si consolida il percorso verso un’adozione più uniforme nell’area euro, includendo anche la parità di prezzo rispetto ai bonifici ordinari.
Due elementi hanno dato un’accelerazione concreta soprattutto su velocità e sicurezza:
- Instant Payments Regulation (IPR): nell’area euro obblighi graduali su bonifici istantanei e tutele: dal 9 gennaio 2025 per la ricezione e la parità di prezzo rispetto a quelli ordinari, e dal 9 ottobre 2025 per l’invio e la Verification of Payee (VoP).
- VoP (Verification of Payee): un controllo aggiuntivo tra intestatario e IBAN che riduce errori e frodi, aumentando la fiducia nell’istantaneo.
Il 2026: dall’innovazione alla normalità
Se il 2025 è stato l’anno di svolta, il 2026 sarà l’anno del consolidamento. Non più sperimentazioni, ma routine. L’Embedded Finance – pagamenti, prestiti e servizi finanziari integrati nei flussi di acquisto, nei marketplace e persino nei software aziendali – diventerà una componente naturale delle piattaforme che usiamo ogni giorno.
Pagare, ottenere credito o rateizzare non sarà più un’operazione separata: sarà un gesto sempre più “invisibile”, senza attriti, integrato nell’esperienza. E il valore competitivo si sposterà dall’innovazione fine a sé stessa alla capacità di rendere questi servizi semplici, affidabili e misurabili.
I trend che cambiano il gioco
BNPL (Buy Now Pay Later)
Secondo l’aggiornamento pubblicato a gennaio 2026 da ResearchAndMarkets , in Italia il mercato BNPL ha un valore stimato di USD 10,17 miliardi nel 2026 e potrebbe raggiungere USD 26,6 miliardi entro il 2031, con un CAGR del 21,2% nel periodo di previsione. La sua forza è nella frizione minima: la rateizzazione diventa parte del checkout e “sposta” la decisione d’acquisto quando il prezzo è una barriera, soprattutto per e-commerce e servizi digitali. Per merchant e piattaforme, il BNPL non è solo una modalità di pagamento, ma un pezzo di Embedded Finance che può migliorare conversione e ticket medio, con impatti misurabili su funnel e customer lifetime value.
Pagamenti A2A (Account-to-Account) e “Pay by Bank”
I pagamenti A2A sono destinati a crescere perché rendono il pagamento più diretto e trasparente: trasferimenti più rapidi, meno passaggi e una UX più fluida dentro i journey digitali. Anche i numeri vanno nella stessa direzione. Secondo PwC, in Italia l’utilizzo dei bonifici SEPA SCT continuerà ad aumentare nel periodo 2023–2028 con un CAGR del +5%, anche grazie alla diffusione di soluzioni A2A. E, sul fronte dell’istantaneità, gli SCT Inst crescerebbero del +39%, arrivando fino al 34% dei bonifici entro il 2028, spinti anche dall’effetto dell’IPR e dalla parità di prezzo rispetto ai bonifici ordinari.
L’AI entra in scena: agentic commerce
Il 2026 potrebbe essere anche l’anno dell’agentic commerce: sistemi di intelligenza artificiale che assistono (e in alcuni casi automatizzano) attività come avvio di transazioni, verifiche, monitoraggio antifrode e gestione delle eccezioni. Nel B2B l’impatto sarà soprattutto sull’automazione dei processi (riconciliazione, controlli, gestione anomalie); nel B2C, invece, il controllo umano resterà centrale, con un livello crescente di assistenza smart. Il risultato atteso è un’esperienza più “senza attriti”, con pagamenti più sicuri e più immediati grazie a insight in tempo reale e antifrode potenziate.
Embedded Finance nel B2B: dal potenziale alla pratica
Nel B2B l’Embedded Finance accelera perché intercetta bisogni concreti: incassi più veloci, anticipo pagamenti, riconciliazione automatica, integrazione nei processi di supply chain.
A livello di mercato, le stime indicano una traiettoria di crescita molto marcata: secondo Juniper Research, i ricavi dell’Embedded Finance cresceranno del +148% tra 2024 e 2028, passando da USD 92 miliardi a USD 228 miliardi. Guardando più avanti, alcune analisi stimano un total market value dell’Embedded Finance pari a circa USD 7,2 trilioni entro il 2030.
In parallelo, il punto non è solo “quanto cresce”, ma quanta strada resta da fare: nel report BCG “Moving Embedded Finance from Promise to Practice”, la TAM dell’Embedded Finance in Nord America ed Europa è stimata intorno a USD 185 miliardi, a fronte di una penetrazione attuale di circa USD 32 miliardi (oltre l’80% del mercato è quindi ancora da conquistare).
E il potenziale non è solo teorico. Come già evidenziato al nostro articolo sulla partecipazione di Flowe al Salone dei Pagamenti, in un mercato passato dal 3% di pagamenti digitali nel 2014 al 38% nel 2024, con il sorpasso sui metodi tradizionali atteso entro il 2030, margini e competizione aumentano e l’Embedded Finance diventa sempre più centrale. Anche sul fronte domanda, le rilevazioni dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano indicano che il 72% degli utenti è disposto a considerare servizi di anticipo sui pagamenti anche se offerti da aziende non finanziarie.
In altre parole: nel 2026–2030 la partita si sposta dalla “novità” alla messa a terra per integrare pagamenti e servizi finanziari nei flussi digitali, misurarne l’impatto (conversione, retention, efficienza) e scalare in modo sostenibile.
Conclusioni
Il 2026 sarà l’anno in cui l’Embedded Finance passerà davvero dalla promessa alla pratica: servizi finanziari integrati nei flussi digitali, misurabili e scalabili, con un impatto diretto su conversione, retention ed efficienza operativa. La differenza la farà la capacità di progettare esperienze semplici, sicure e senza attriti — e di trasformare i pagamenti da commodity a leva di valore.
Porta l’Embedded Finance nel tuo business
Con Flowe puoi integrare servizi di Embedded Finance nei tuoi flussi e misurarne l’impatto in modo concreto. Contattaci per una demo o un primo confronto.
FAQ – Embedded Finance e pagamenti digitali
> Che cos’è l’Embedded Finance?
È l’integrazione di servizi finanziari (pagamenti, credito, incassi, carte, account) direttamente dentro esperienze digitali e software, senza passaggi esterni.
> Perché il 2025 è stato un anno di svolta per i pagamenti digitali in Italia?
Perché l’uso si è consolidato anche nelle microspese e sono cresciuti in modo forte i pagamenti “innovativi” con smartphone e wearable.
> Cosa cambia con Instant Payments Regulation e Verification of Payee (VoP)?
L’IPR rende più diffusi i bonifici istantanei e introduce obblighi progressivi; la VoP aggiunge un controllo tra intestatario e IBAN per ridurre errori e frodi.
> Che cosa sono i pagamenti A2A e il “Pay by Bank”?
Sono pagamenti account-to-account: il denaro passa direttamente tra conti, spesso via bonifico/rail istantanei, con maggiore trasparenza e UX integrata nei journey digitali.
> BNPL: perché continua a crescere?
Perché aumenta la domanda di rateizzazione “frictionless” nel checkout e cresce l’integrazione del BNPL nelle piattaforme e-commerce. In Italia il mercato è stimato in crescita fino al 2030.
> Che cosa si intende per “agentic commerce”?
È l’uso di sistemi di AI che assistono (o automatizzano in parte) attività come avvio di transazioni, controlli, gestione eccezioni e antifrode, soprattutto nei flussi B2B.
> Qual è la principale opportunità dell’Embedded Finance nel B2B tra 2026 e 2030?
Passare dalla sperimentazione alla messa a terra: integrare incassi, riconciliazione e capitale circolante nei processi digitali, misurandone l’impatto e scalando in modo sostenibile.
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