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L’avvento delle API e i vantaggi per l'Industria Fintech

31 maggio 2024

Corrado Poggi, Il Sole 24 Ore

Acronimo API e logo Il Sole 24 Ore

Il settore della tecnologia finanziaria è rapidamente emerso negli ultimi anni come uno dei principali fattori di innovazione del mondo della finanza. Le interfacce di programmazione delle applicazioni (API) sono una componente chiave di questa rivoluzione rappresentando un elemento essenziale di connessione tra software e applicazioni diverse. Consentono infatti la comunicazione e lo scambio di dati tra sistemi eterogenei, facilitando la condivisione sicura ed efficiente di informazioni cruciali come transazioni e dati degli utenti.

La facilità di integrazione delle API consente agli sviluppatori di connettere rapidamente diverse applicazioni, riducendo i tempi di implementazione e agevolando l'aggiornamento continuo delle funzionalità. Inoltre, le API favoriscono la collaborazione tra le aziende, consentendo loro di offrire servizi complementari senza la necessità di sviluppare soluzioni complete da zero. Ad esempio, una startup fintech potrebbe utilizzare un’API fornita da una banca per accedere ai dati dei conti dei clienti e avviare transazioni, senza dover costruire da zero la propria infrastruttura. Allo stesso modo, un consulente finanziario potrebbe utilizzarlo per accedere ai dati di mercato in tempo reale e fornire consigli di investimento personalizzati ai propri clienti.

Nel settore fintech, la sempre più diffusa adozione delle API sta rivoluzionando la velocità e l'efficienza delle transazioni finanziarie, migliorando l'accessibilità e favorendo l'innovazione continua nei servizi finanziari digitali. Le API aprono la strada a collaborazioni nell'intero settore finanziario, consentendo la creazione di soluzioni innovative integrate che possono essere incorporate in numerosi nuovi prodotti e servizi di gestione finanziaria, pagamento, accesso al credito e altro ancora.

Reticolo virtuale
L’evoluzione digitale, dallo Screen Scraping alle API

Prima dell'avvento della PSD2 e dell'Open Banking in Europa, i player che utilizzavano i dati bancari degli utenti facevano affidamento sulla tecnica dello screen scraping, reperendo, così come fanno i motori di ricerca, informazioni già pubblicate su altri siti tramite i cosiddetti programmi crawler o spider. Tuttavia, con l'affermarsi delle economie aperte e a fronte di regolamentazioni più attente, sempre più istituti finanziari stanno riconoscendo il valore delle API.

Un'implementazione efficace delle API nell'ambito dell'Open Banking e dell'Open Finance può aiutare a:

  • ridurre i costi per acquisire nuovi clienti,
  • migliorare le decisioni di erogare prestiti,
  • sviluppare soluzioni sostenibili.

Secondo il report “Ready to catch the Open Banking wave?” di Accenture del 2021, l'Open Banking porterà a nuovi ricavi globali per oltre 400 miliardi di dollari nei prossimi anni. Le banche sono chiamate a scegliere se adottare le API per rimanere competitive in un mercato globale e digitale in rapida evoluzione o rischiare di perdere terreno a favore di competitor più innovativi.

L'API Economy e le Opportunità oltre il Mondo Finanziario

Oltre il settore finanziario, aziende di ogni settore stanno esplorando le potenzialità delle API per creare soluzioni focalizzate sugli utenti finali, sviluppare nuovi modelli di business e aumentare la loro agilità sul mercato. L'API Economy supporta obiettivi aziendali, agevolando la monetizzazione dei dati e delle applicazioni, permettendo, allo stesso tempo, la creazione di servizi e prodotti sempre più innovativi e modulari.

In un contesto in cui si avanza verso vere e proprie economie di dati aperti e intelligenti, l'utilizzo delle API diventa dunque sempre più cruciale. Le iniziative di collaborazione aperta tra aziende operanti in settori diversi diventeranno più frequenti, poiché la condivisione dei dati diventa la chiave per lo sviluppo di prodotti e servizi che semplificano la vita dei cittadini e delle imprese, rendendola più fluida e sicura.

Iscritto all’elenco professionisti dal 2003, Corrado Poggi ha iniziato l’attività giornalistica nel 1991 dopo essersi laureato a pieni voti in Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano. Ha vissuto per 13 anni a New York dove si è occupato di economia, finanza e politica partecipando a G7, G20 e riunioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Tornato a Milano nel 2006, si occupa in particolare di Bce e politica monetaria, Ocse, società di rating, società del settore trasporti e fintech.


Flowe: da Challenger Bank a Banking-as-a-Service Company

Siamo un Istituto di Moneta Elettronica fondato da Banca Mediolanum e offriamo servizi di pagamento completamente digitali, sviluppati secondo i più avanzati criteri tecnologici. Siamo per l’innovazione digitale e rigenerativa, per questo siamo Cloud Native e Sustainable by Design. In quanto Società Benefit, B Corp e Carbon Neutral abilitiamo persone e aziende ad avere un impatto positivo sul Pianeta e sulla società. Essere una Società Benefit significa non pensare solo al profitto, ma anche all'impatto generato sull'ambiente e sulle persone. La certificazione B Corp comporta l’essere parte di un gruppo di aziende che sceglie di avere un impatto ambientale e sociale positivo attraverso la loro attività.

La nostra realtà è in continua evoluzione e siamo passati dall’essere una Challenger Bank a una Banking-as-a-Service Company. Nati per aiutare le persone a gestire le proprie spese quotidiane mentre si prendono cura del Pianeta, oggi mettiamo a disposizione la nostra esperienza per offrire soluzioni di embedded finance a favore della rigenerazione del Pianeta e della società. Il nostro impegno è volto a favorire la nascita di modelli di business rigenerativi, attraverso la creazione di un ecosistema virtuoso di aziende e partner per ampliare sempre di più l'impatto positivo sul Pianeta e sulle persone.

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